Estate è distacco, per me. Da tutto e da molti. Dal sole che arroventa quasi fosse un fabbro che batte sull'incudine i pensieri. Non saprei dire che forma assumano sotto quella brace. Non penso più a quello che manca, ma solo a quello che c’è: il profumo dei tigli, il ronzare delle api, la puntina sul vinile, l’ombra che avanza di soppiatto e sgattaiola via come le lucertole che paiono tutte colpevoli quando sono sorprese al sole, e si dileguano. Anche i desideri, d’estate, cambiano forma. Sono spogli di aspettative, denudati come la pelle al sole: si dice "sì" a un gelato squagliato, ad una pesca che gocciola sull'avambraccio, ad un gavettone, ai piedi nudi nelle infradito, a un ritornello inutile, conservato soltanto perchè fa sorridere. Forse è proprio questo lo scopo dell’estate: ricordarci che, ogni tanto serve non dover risolvere, districare, comprimere. Che è più utile ascoltare il canto della cicala senza chiedersi dove frinisca; accorgersi che la durata di ...
La Casa della Frase

Quand'ero ragazzo, durante gli ultimi tre anni della scuola superiore, si studiava la Divina Commedia; come immagino si faccia anche oggi.
RispondiEliminaAll'inizio del terzo anno, come indicato dalla lista dei libri, comprai il volume dedicato all'Inferno, col commento di Sapegno.
Al che, l'insegnante si inviperì come un picchio. Mi disse che avrei dovuto aspettare prima di acquistarlo, perché, a detta sua, certe sfumature nell'interpretazione erano state colte meglio nell'opera di Giacalone.
Per me, uno valeva l'altro.
Poi, sono cresciuto e ho capito che solo l'autore conosce esattamente il proprio stato d'animo e le intenzioni annegate nei propri scritti. La critica, fa quello che deve, analizzando, ipotizzando, azzardando. A volte, tra di loro, concordano; altre volte, s'azzuffano.
Sono anni che leggo i (T)uoi (A)ffettamenti con (P)iacere e (D)esiderio di scoperta. Mi hai abituato a metafore nelle metafore, alla decapitazione della ridondanza e all'eleganza. Ecco perché, adesso, la mia mente corre nelle direzioni più disparate alla ricerca delle accezioni sottocoperta, più che quelle alla luce del sole.
Qui, in questi pochi versi, non voglio vederci il significato letterale, forse perché non so come frenare la mia fantasia, che da sempre, indomita, va da sé. Quello che voglio fare, invece, è descriverti l'immagine che la lettura ha imbastito dinanzi agli occhi della mia mente:
È una vignetta a colori. Ci sono due individui su una collina verdeggiante, uno piegato sulle ginocchia, triste, che guarda l'altro, verosimilmente un amico, con un grosso buco al centro dello stomaco e raffiche di vento che vi passano attraverso. È triste, perché a causa di quel buco, vede la vita dell'amico appesa a un filo...
In calce alla mia interpretazione esotica, (A)micheTTa mia, (T)i lascio il mio (A)bbraccio di sempre, caldo e stretto.
Bello sempre leggerti Sir 🌻🤗🎩
RispondiEliminaGrazie a te! È sempre bello leggere questi riconoscimenti di stima.
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